L’Irreversibilità (seconda parte)

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Già, perché anche se avere una lei che affettuosamente ti svuota le tasche dal ciarpame raccolto quotidianamente riduce le cartacce in giro per casa, l’inquietudine di lui era anche peggiorata: non solo veniva fatta una scelta “irreversibile” ma era anche qualcun altro a farla! Non di rado c’erano state discussioni in proposito tra i due. A lei sembrava semplicemente assurdo raccogliere e conservare tutti gli scontrini di una giornata, proprio non capiva il problema. Lui invece capiva che il problema era suo ma la cosa lo infastidiva ugualmente. Alla fine comunque facevano sempre la pace, perché ognuno ha le sue piccole manie e perché stavano molto bene insieme. O almeno lo erano stati per un po’, più o meno fino a quando lei non cominciò a volere “qualcosa di più”.

Quella di lei non fu mai una richiesta esplicita ma un continuo “lo sai che quei miei due compagni del liceo si sono sposati?” oppure “ti ho parlato di quella mia cugina che aspetta una bimba!”.  E quella di lui non fu mai una risposta esplicita ma un continuo “mah, il matrimonio è un’istituzione superata” oppure “è stata una scelta coraggiosa, con quello che guadagna suo marito”. Lei però, una mattina d’inverno, lo lascio solo nella sua casa, con gli scatoloni pieni di tutta quella robaccia che lui l’aveva convinta a conservare. E adesso, frugando in quegli scatoloni lui cominciava a capire. Cominciava a riflettere su come tutto quello che facciamo sia irreversibile, senza ritorno, in un modo o nell’altro. Per la prima volta in vita sua lo vedeva. Lo capiva. Tutto il resto era solo un complicato prendersi in giro.
Di scatto, prese gli scatoloni e uscì di casa. Si diresse con passo deciso verso il primo bidone dell’immondizia e comincio a scaricare, uno dopo l’altro, tutti quei cumuli di inutilità quotidiana. E per la prima volta si sentì liberato nel farlo. Alla fine un senso di sereno vuoto lo pervadeva completamente. Quasi come un segno del destino, in quel momento fece capolino dall’angolo il camion dei netturbini che svuotò il bidone e ripartì, proprio sotto i suoi occhi aggiungendo un che di mistico al momento. Con passo sereno e sorridendo a se stesso ritornò verso casa e giunto dinnanzi alla porta mise la mano in tasca per prendere le chiavi e per la prima volta da quando aveva memoria sentì con la mano la tasca completamente vuota.

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~ di Gray su dicembre 23, 2009.

Una Risposta to “L’Irreversibilità (seconda parte)”

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