1 = 2 = X ?

Lui non si arrenderà mai. Nemmeno alla realtà. Col passare del tempo mi sembra sempre più una persona incapace non solo di affrontare ma anche semplicemente di riconoscere la sconfitta. Basti ricordare la sua reazione alle politiche del 2006, quando parlò apertamente di brogli per mesi. Figuriamoci se una eventuale sconfitta elettorale a queste regionali può riuscire a fargli ammettere qualcosa. Tanto più che in queste elezioni su 13 regioni al voto ben 11 hanno amministrazioni uscenti di centro-sinistra. Questo gli permetterà, anche se vincesse solo in 3, 4 o 5 regioni, di sostenere che è stata una vittoria perché sarebbe riuscito a strappare qualche regione ai “rossi”. Quindi, in base all’andamento del voto, le sue reazioni possibili sono quelle di una “grande” vittoria (che gli permetterebbe di fare quello in qualsiasi momento: separazione delle carriere, repubblica presidenziale, immunità, etc) o di una “piccola vittoria” (che gli permetterebbe di fare quello che vuole solo un po’ più lentamente). Questo però è quello che penserà lui. In realtà però bisogna vedere cosa ne pensano alleati e sottoposti.

Da una parte abbiamo un Fini che in piena campagna elettorale annuncia la nascita di “Generazione Italia”, un movimento che “aggrega forze a sostegno della sua leadership”, a detta del fondatore Italo Bocchino. Molto acuta la scelta dei tempi: Berlusconi non ribatterà e non si metterà a fare polemica su questo argomento proprio in campagna elettorale. Fini quindi sembra stanco di aspettare. Chissà se gli altri che aspettavano (e la lista è lunga) rimarranno a guardare.

Dall’altro lato ci sono una serie di situazioni locali che danno da pensare. In primis quella siciliana, dove Lombardo ha consumato la scissione dall’ala “realista” del PdL, quella fedele al capo. La situazione siciliana è molto più di un indicatore. Anche non volendo scendere nei dettagli dei rapporti tra il PdL e la mafia siciliana il legame resta comunque forte: dei 13 ministri gli unici 3 del sud sono siciliani, molti dei fondatori di Forza Italia sono per l’appunto siciliani (come Dell’Utri, ad esempio) e in quella regione Forza Italia, e poi il PdL sono sempre stati il primo partito ed hanno sempre vinto. Una spaccatura del genere in Sicilia sarebbe come se in Veneto la Lega si separasse dal PdL e corresse da sola (cosa che, tra l’altro, stava per succedere).

Insomma il PdL e Berlusconi sono messi a dura prova. Lui non cambierà il suo atteggiamento di fronte a niente. Ma quando una nave affonda i topi scappano anche se l’orchestra continua a suonare. Uno striscione alla manifestazione del PdL a S. Giovanni diceva: “Silvio sei meglio di Giulio Cesare”. Ecco, io penso che potrebbe fare la stessa fine. Non saranno le elezioni a fermarlo (sarebbero brogli) e nemmeno una eventuale condanna giudiziaria (sarebbero magistrati rossi). Sarà qualcuno che a furia di guardargli le spalle vi ha trovato il suo punto debole.

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~ di Gray su marzo 22, 2010.

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