Quello che non sentiremo

Il fatto penso sia noto a tutti, o comunque lo sarà presto. Lo riassumo con un’immagine:

Beh, dopotutto è umano ...

Nei prossimi giorni se ne sentiranno di tutti i colori. Anzi, già se ne sono sentite molte. Tutti hanno condannato il gesto violento. Da Fini a Di Pietro, passando per il Vaticano. Ovvio, siamo in Italia. Ci sono delle cose però che secondo me non sentiremo mai.

Non sentiremo, ad esempio, la smentita, o magari le scuse, di tutti quelli che avevano già individuato trame “terroristiche” e mandanti politici dietro quello che si è rivelato essere il gesto di un folle in cura psichiatrica da 10 anni. In primis la Carfagna che accusa l’intera opposizione di cullare in seno “terroristi assassini”.

Non sentiremo, tra i diversi inviti ad  abbassare i toni, un solo mea culpa. I toni alti sono sempre quelli degli altri. E, se proprio vogliamo prendere il discorso dei toni, ricordiamoci che Berlusconi ha dato del “coglione” a ciascun elettore di sinistra o, senza andare tanto lontano nel tempo, che poco prima dell’aggressione aveva insultato e irriso un gruppo di persone che si era permesso di contestarlo pacificamente.

Non sentiremo nessuno ipotizzare cosa succederebbe a Berlusconi se andasse senza scorta a Napoli e nei paesini militarizzati. Oppure tra le migliaia di sfollati abruzzesi che ancora aspettano una casa. Oppure ad una manifestazione dei precari ridotti alla fame ma di cui lui nega l’esistenza. Invece sentiremo dire che gli italiani lo amano e che sono tutti dispiaciuti per lui.

Non sentiremo che questa cosa, in fondo, lui in primis doveva aspettarsela, e non per la “demonizzazione” o per la “campagna” contro di lui. Una volta Berlusconi disse: “la media degli italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco”. Se per anni insulti e prendi per il sedere un ragazzino delle medie dell’ultima fila (tipicamente un bulletto) secondo voi come reagisce?

Ah, dimenticavo: di sicuro non sentiremo Berlusconi ringraziare il giudice e il pm che si occuperanno del processo e che, probabilmente, condanneranno il responsabile. Sempre che tra una perizia psichiatrica e l’altra non passino più di due anni.

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~ di Gray su dicembre 13, 2009.

Una Risposta to “Quello che non sentiremo”

  1. Non abbiamo sentito poi uno sportello di macchina chiudersi, perchè evidentemente chi era stato colpito, da buon comunicatore e imprenditore, aveva ben capito l’importanza di mostrarsi subito dopo il colpo per acquistare consensi. Non sè mai sentito neppure di un premier che firmi autografi. Non mi stupirei di sentire di un premier che fa visita in carcere al suo aggressore, sempre per la questione prima citata. Tante cose non sentiremo, o forse le sentiremo in maniera “diversa”, ma in fondo è cosi, quando la voce è una.

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