Quattro gatti viola

Una breve riflessione e un fotoracconto di una giornata viola

Da quel palco, a Piazza San Giovanni, si sono sentite tante cose, dette da persone molto diverse. Cose dette più o meno bene. Cose più o meno condivisibili, più o meno banali. Di tutte queste c’è una frase, pronunciata da un blogger, che inquadra quella che è la mia migliore speranza. Diceva pressapoco questo: “Quello che sta succedendo qui oggi si capirà solo fra molto tempo. E’ l’inizio di qualcosa”. Su una linea molto simile una delle frasi conclusive pronunciata da uno degli organizzatori: “Vi ringraziamo per essere venuti qui oggi alla nostra manifestazione. Saremo noi domani a venire alle vostre!”

Forse è iniziato davvero qualcosa di nuovo. Da molte persone ho sentito dire che questa era solo “un’altra manifestazione dei soliti noti”, per dirla con Libero, ma ci sono diversi aspetti innovativi. Sicuramente l’auto-organizzazione, anche se ci sono diversi scettici, è una grandissima novità. Tuttavia il punto centrale è l’elemento che non solo ha reso questa possibile ma ha anche fatto si che nelle ultime settimane centinaia di migliaia di persone aderissero alla manifestazione. Il medesimo elemento inoltre darà modo, nei prossimi giorni, a milioni di persone di sapere com’è andata questa manifestazione da fonti pressoché dirette. Ovviamente sto parlando della Rete, e in particolar modo di Facebook.

Da circa tre lustri la stragrande maggioranza dell’intellighenzia italica s’interroga su quali siano le cause della vittoria di Berlusconi. E spesso questo tipo di riflessioni arrivano a dire, con mia somma ulcera, che è merito delle sue abilità dialettiche e politiche, dalle quali la sinistra dovrebbe addirittura imparare. Ho sempre pensato che questo genere di cose non stanno ne in cielo ne in terra, per il semplice fatto che Berlusconi NON è un politico. Inoltre questi discorsi mi danno l’impressione di non voler cogliere una semplice e pesantissima verità: Berlusconi vince perché controlla, in buona parte, l’informazione nazionale. Semplice. La politica è fatta di tre cose: programmi, credibilità e comunicazione ma le prime due devono passare attraverso la terza. Quindi se controlli quest’ultima è fatta. E lui la controlla.

Se l’informazione fosse liberata da questo fardello ed affidata ad un normale e sano regime di concorrenza non solo Berlusconi sparirebbe ma anche la pseudo-sinistra di lui complice evaporerebbe. La vecchia classe politica cadrebbe e sarebbe sostituita da una nuova che, non potendo contare sull’omertà dei media, dovrà stare molto più attenta. Ma nessuno ha la bacchetta magica e per adesso la comunicazione è ancora in mano a lui. O no?

Dai primi anni 2000 giornali e tv perdono costantemente lettori e ascolti. E quindi anche inserzioni pubblicitarie. E quindi anche soldi. Soldi e investimenti che finiscono puntalmente sul web, su testate on-line, social network e servizi vari. Un giorno non lontano il grosso della comunicazione di massa avverrà via Internet. E quel giorno cosa pensate che succederà a Berlusconi? Sicuramente cercherà il modo di controllare anche il web ma la rete è molto più complessa e per questo è quasi impossibile da controllare. A quel punto, la gente finalmente saprà. Dopo un periodo di rifiuto iniziale finalmente capirà. E a quel punto si incazzerà. In quel momento Berlusconi dovrà con grande prontezza prendere la decisione più importante della sua vità, avrà scegliere rapidamente tra due alternative: piazzale Loreto o Hammamet.

Tanto per chiarire la nostra richiesta...

... citando un po' i fratelli Coen. Anzi, propongo come inno del PD "Constant Sorrow" (letteralmente "Afflizione costante"), la colonna sonora del film "Fratello, dove sei?".

Aaah, ecco dov'era il Partito Democratico ... sta diventando così piccolo che è facile perderselo!

Doverosa citazione al Popolo delle Agende Rosse

Una striscia viola ... cari politici tossicodipendenti, provate a tiratevi questa!!!

Onde Ultraviolette

Il palco, con una giornalista finlandese che ci ha fatto vergognare di B, ancora una volta ...

Da notare: ai lati i nomi di alcune delle città del mondo in cui si svolgeva la manifestazione in contemporanea. Da non notare:Vecchioni sul palco.

Cristo che dall'alto della chiesa di San Giovanni in Laterano gode, come al solito, di una posizione privilegiata ...

Quattro gatti viola

Religioso silenzio, parlano Dario Fo e Franca Rame.

E comunque non ho mai vista tanta gente sobria in quella piazza ...

Rispetto al Primo Maggio c'erano poche bandiere ma più di quante ne avrei volute.

E comunque rimane questa la bandiera che preferisco.

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~ di Gray su dicembre 6, 2009.

4 Risposte to “Quattro gatti viola”

  1. Ciao, che bel giorno.

  2. “la rete è molto più complessa e per questo è quasi impossibile da controllare”
    spero che tu abbia ragione. a me è già capitato d’essere censurato.
    vieppiù, magari mi sbaglierò, ma ormai il 90% traffico web consiste in social network (facebook in testa) e sesso.
    allora, mi dico, spero di sbagliarmi ma ho sempre più l’impressione che la rete sia il novello oppio dei popoli.
    e sia chiaro: non ho nulla contro le droghe (anzi), ma amo chiamare le cose con il loro nome.
    🙂

    • Non so per quale motivo ti abbiano censurato, ma niente ti impedisce di aprire un’altro blog altrove e dire le stesse cose! E’ quasi un impossibile un controllo a tappeto. Guarda l’Iran, la Cina e Cuba, dittuature estreme e complete eppure ci sono ancora blogger che riescono a scrivere su internet contro il regime (cosa impossibile in tv, ad esempio). Guarda la guerra che si fa da anni al P2P. Sicuramente continueranno a provare a controllare la Rete ma secondo me probabilmente falliranno.
      Quanto ai social network proprio ieri abbiamo avuto la dimostrazione che non sono mezzi di distrazione di massa, ma possono diventare mezzi di partecipazione. E non solo: quando ci fu il terremoto in Abruzzo il primo giornale a parlarne fu Repubblica dopo 30 minuti, parlando addirittura di terremoto a Roma. Io lo sapevo già da mezz’ora, perché ho beccato su Facebook un mio amico che era in Abruzzo e che mi ha raccontato la cosa in diretta (lui per fortuna era in una zona poco colpita). O per esempio qualche giorno fa un mio amico mi ha mandato su Facebook l’invito al gruppo dei Poliziotti che boicotteranno Mediaset e così ho saputo che persino la polizia ha scioperato qualche settimana fa, nel completo silenzio dei media classici. Insomma facebook può essere anche un mezzo di informazione di massa. E penso che valga per tutti i social network (prima o poi, forse passerà anche la moda di fb) che, come hai fatto notare tu,sono una parte sempre più grande e importante della Rete.
      Quanto al sesso … beh, penso che se molti leghisti ne facessero di più starebbero più tranquilli. Qquindi ben venga!!! 😀

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