Il mondo intero proprio

“Γνῶθι Σεαυτόν” – “Conosci te stesso”
(Iscrizione sul tempio dell’Oracolo di Delphi)

“Dal mio stesso Io voglio andare a scuola, voglio conoscermi, voglio svelare quel mistero che ha nome Siddharta.”
(Siddharta – Herman Hesse)

Sono una persona che preferisce interpretare. E credo che in fondo lo facciano tutti, ognuno a modo suo ovviamente. “Il mondo intero” può essere la metafora di qualcosa, in ogni sua parte. Mi piace pensare che si possa trovare un significato in ogni cosa, che si possa imparare da ogni esperienza. Credo sia una parte del nostro istinto che si manifesta continuamente, come quando, millenni fa, gli uomini videro divinità ed eroi comparire congiungendo le luci del cielo notturno. Il vuoto, il nulla forse sono idee che non possiamo gestire. Anche l’ignoto e l’incomprensibile ci creano dei problemi. E li dove non sappiamo o non capiamo ecco che abbiamo bisogno di dare un significato, di riempire in qualche modo i vuoti tra le stelle, con la nostra immaginazione per scongiurare anche la semplice ipotesi del nulla.
Nel 1789 Antoine Lavoisier enunciava la legge di conservazione della massa: “Nulla si crea, nulla si distrugge”. Come ogni legge, può essere interpretata in diversi modi, e io credo che non sia applicabile solo alla massa, ma anche ai nostri pensieri e alle nostre idee. Forse niente viene mai inventato davvero: può darsi che la creatività sia semplicemente trovare dei collegamenti là dove nessuno li aveva mai visti. Quando si inventa qualcosa magari in realtà lo si prende soltanto da qualche altra parte. Quando si interpreta qualcosa di ignoto o incomprensibile, il significato che attribuiamo viene solo preso in prestito altrove. Dove? Guardando le stelle, l’uomo dell’antica Grecia vedeva i modelli della propria cultura: vedeva se stesso, almeno in parte. Quindi è nelle nostre interpretazioni della realtà che possiamo imparare qualcosa su noi stessi, soprattutto laddove il mondo sembra più oscuro e intricato. Forse il tutto può semplicemente ridursi alla storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Ognuno da la propria interpretazione che alla fine è un’immagine di noi stessi. E questo vale per ogni cosa. Vale per il mondo intero. Il mondo intero nell’interpretazione soggettiva che ne diamo, è uno specchio in cui ciascuno può vedere l’unica persona dalla quale possiamo veramente imparare qualcosa.

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~ di Gray su novembre 8, 2008.

2 Risposte to “Il mondo intero proprio”

  1. … noi stessi. 🙂
    Condivido le tue parole (specchio).

    Grazie anche per il video.

    Un abbraccio

    Chiara

  2. Grazie a te per la visita!

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