Non sono americoanofilo, però …

Chi mi conosce sa che non nutro particolare stima per l’America e soprattutto per gli americani. Bisogna riconoscere però che hanno fatto una cosa impensabile per qualsiasi altro stato occidentale “civile”: hanno eletto presidente un nero, figlio di un keniano immigrato. Alla faccia di quanti, in Italia, sostenevano che nel segreto della cabina avrebbe potuto prevalere il razzismo latente.


Da quel poco che so la campagna di Obama si è svolta non all’insegna del colore della sua pelle ma su principi e programmi estremamente significativi. Come l’idea di non accettare donazioni dalle lobby in campagna elettorale, per non dover successivamente restituire il favore, una volta eletto.

Le sfide che lo aspettano sono molte. La crisi innanzitutto, poi i difficili scenari dell’Afghanistan e dell’Iraq, i contrasti con l’Iran. Le vere sfide di questa legislatura saranno però, a mio avviso, il confronto con le potenze emergenti (Cina e India in primis), destinate nel giro di qualche anno a raggiungere, o comunque a mettere in cirisi, la supremazia economica degli Stati Uniti. Obama ha dimostrato di saper vincere le elezioni alla grande: record di affluenza e vittoria schiacciante. La vera sfida, però, comincia adesso.

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~ di Gray su novembre 5, 2008.

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