A volte ripetono
“[...] tutto ciò che era successo non era che il parto di un «conciliabolo di 4 o 5 sessantenni».”
Sentenza della Corte d’Appello al processo contro i partecipanti al golpe borghese – 29 novembre 1984
“[...]Può ritenersi ormai certo che nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 si attivò in Roma un tentativo di vero e proprio colpo di Stato[...] Un gran numero di uomini era stato raccolto e organizzato da Junio Valerio Borghese [...] Sin dal 1969 il Fronte Nazionale aveva costituito gruppi clandestini armati e aveva stretto relazioni con settori delle Forze Armate [...] Avrebbero dovuto essere occupati il Ministero degli Interni, il Ministero della Difesa, la sede della televisione e gli impianti telefonici e di radiocomunicazione; gli oppositori (e cioè gli esponenti politici dei diversi partiti rappresentanti in Parlamento), avrebbero dovuto essere arrestati e deportati. Il Principe Borghese avrebbe quindi letto in televisione un proclama, cui sarebbe seguito l’intervento delle Forze Armate a definitivo sostegno dell’insurrezione.
[...]Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 il piano comincia ad essere attuato, con la concentrazione a Roma di alcune centinaia di congiurati e con iniziative analoghe in diverse città: Militanti di Avanguardia Nazionale, comandati da Stefano Delle Chiaie e con la complicità di funzionari, entrano nel Ministero degli Interni e si impossessano di armi e munizioni che vengono distribuite ai congiurati. [...] SandroSaccucci dirige personalmente un altro gruppo di congiurati, con il compito di arrestare uomini politici [...] Il gen. Casero e il col. Lo Vecchio (i quali garantiscono di avere l’appoggio del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, gen. Fanali) dovrebbero invece occupare il Ministero della Difesa [...] Il magg. Berti [...] conduce una colonna di allievi della Guardia forestale [...] che attraversa Roma e va ad attestarsi non lontano dagli studi RAI-TV di via Teulada [...] Il col. Spiazzi muove con il suo reparto verso i sobborghi di Milano, con l’obiettivo di occupare Sesto San Giovanni [...] L’insurrezione, già in fase di avanzata esecuzione, fu improvvisamente interrotta. Fu Borghese in persona a impartire il contrordine; ne sono tuttora ignote le ragioni”
Relazione della Commissione d’Inchiesta Parlamentare Pellegrino(pdf) – 12 dicembre 1995
Quattro sfigati, pensionati che si mettono insieme per cambiare le cose in Italia […] Infatti non sono riusciti in nessuna occasione.
Silvio Berlusconi sulla inchiesta sulla P3 – 13 luglio 2010
… e speriamo stavolta di non dover aspettare 25 anni per sapere come sono andate le cose!








carissimo, quindi non sono l’unica a cui i “quattro sfigati, pensionati che si mettono insieme per cambiare le cose in Italia” hanno fatto tornare in mente il “conciliabolo di sessantenni”…
eh, già … tu guarda, le coincidenze!